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TIPS
Trucchi e piccoli consigli legati al mondo della musica jazz e della fisarmonica.

4. STUDIARE: BLOCCHI DA 5
In questi anni ho potuto verificare spesso che gli studenti più rapidi nell'apprendimento non sono mai quelli che studiano “molto o poco” ma coloro che “sanno studiare”. Mettere a punto un metodo di lavoro è molto importante anche per gli adulti che spesso dimenticano che il suonare comprende l'interpretazione ma anche la banale pratica. 
A tal proposito ho trovato molto efficace, anche durante le lezioni, la procedura dei Blocchi da 5: a) focalizzare il problema da risolvere (spesso lo faccio ripetere a voce) riducendolo al minimo indispensabile (non più di una difficoltà per volta); b) applicare un blocco di 5 ripetizioni; c) verificare l'avvenuto progresso o eventualmente ripetere la procedura. Questo semplicissimo – e spesso disdegnato - procedimento riduce di molto i tempi di apprendimento pratico e soprattutto evita la pericolosa memorizzazione degli errori.


3. L'USO DEL REGISTRATORE NELLO STUDIO
Un uso moderato e razionale di un registratore aiuta con efficacia coloro che hanno problemi di timing e di pronuncia. L'insegnante registra la frase (o la parte) da perfezionare e invita l'allievo al canto di quest'ultima. I risultati sono sempre più rapidi e musicali che in altre procedure.
È buona norma che l'allievo registri i brani conclusi perché questo educa al riascolto, sottolinea l'interpretazione, riduce la propensione agli errori, agevola il suonare a memoria e crea un archivio che documenta la propria evoluzione musicale.
Un eccessivo uso del registratore provoca però la disaffezione all'approfondimento e quindi va evitato.

2. IMPROVVISARE: LE PRIME VOLTE
Il problema fondamentale di chi approccia l'improvvisazione per la prima volta consiste superare la sua paura di creare. In questi casi è necessario organizzare un metodo che consenta al giovane di orientarsi.
Un buon inizio potrebbe essere quello di mettere un ritmo in sottofondo (un metronomo, un pattern di batteria elettronica, etc) e di spingere l'apprendista a suonare delle frasi di sole DUE note e poi una pausa, ancora 2 note seguite da una pausa. Successivamente si scelgano frasi da tre note, poi da 4 ed infine da 5.
Sempre nella fase iniziale è meglio non far riferimento a tonalità prestabilite.

1. FINALE NELLA MUSICA SWING
Un tipico accordo di chiusura per brani di musica Jazz (periodo Swing) contiene l'undicesimo grado alterato (in DO maggiore = FA#).
DO - MI - SOL - SI - RE - FA#
Posizioni consigliate:
DO (basso) SOL - SI - RE - FA# (accordo) oppure DO (basso) SOL - RE - FA# - LA (accordo) 


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STUDIO AVANZATO SUI PATTERNS
Il termine PATTERN tradotto dall'inglese equivale al termine “modello”. Nel jazz i patterns sono utilizzati come griglie melodico/ritmiche con le quali costruire nuove improvvisazioni. Se ad esempio scegliamo a modello composto da una serie di terzine che scorrono diatonicamente in una qualsiasi tonalità, possiamo adattarlo a qualsiasi altra scala nelle nostre improvvisazioni.
Un utilizzo eccessivo di pattern conduce l'artista verso una spersonalizzazione pericolosa e verso direzioni poco originali; la scelta opposta si rivela – inizialmente - di difficile comprensione per l'ascoltatore.


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